Salerno Porta Ovest

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Scheda

Committente: Comune di Salerno

Luogo: Salerno

Superficie interessata: 4 km

Anno: 2008

Status: parzialmente completato

Team: PCA int s.r.l. (Pica Ciamarra Associati); Arch. Team Adinolfi Associati ,  Arch. Francesco Alfano,  In.Co.Se.T. srl

La progettazione definitiva ed esecutiva di Salerno Porta Ovest ha interessato il primo stralcio del progetto preliminare, emerso dalla vincita del concorso internazionale di idee bandito nel 2006 dal Comune di Salerno sul tema “Ambito urbano e sistema dei trasporti: Salerno Porta Ovest”.

Il concorso intendeva procedere al riassetto dell’ambito urbano e del sistema dei trasporti della parte occidentale della città, tenendo conto della particolare morfologia dei luoghi e del tessuto urbano caratterizzato dalla presenza del porto, della linea ferroviaria, dell’autostrada e dei connessi raccordi.

Il progetto generale introduce rilevanti trasformazioni a scala urbana, comportando nell’insieme una nuova immagine paesaggistica della porzione ovest del comune di Salerno:

  • semplificazione del sistema delle percorrenze a servizio del porto e quelle urbane;
  • riduzione degli spostamenti veicolari tramite nuove stazioni della linea metropolitana e un tram-navetta fra parcheggi di dissuasione;
  • demolizione del tratto più invasivo del viadotto esistente;
  • creazione di nuove attrezzature per sport/tempo libero.

Nel progetto di riqualificazione ambientale dell’area, seppur collocata in ambito peri-urbano, si è proceduto tenendo presente la necessità di dover inserire l’intervento in un “sistema di verde organico e continuo di aree pregiate”. Non solo sono stati presi in esame gli attuali lineamenti del paesaggio ma si è soprattutto tenuto conto dell’evoluzione che l’area ha avuto nel tempo e della vocazione dei luoghi. In altre parole si è proceduto ad una riconnotazione del paesaggio – non ad una semplice sistemazione a verde delle aree – che, attraverso la mitigazione degli impatti e sostenendo il recupero di tipologie vegetazionali adeguate, faciliti la ripresa delle formazioni autoctone elevando la naturalità dei luoghi. La naturalità è qui intesa non tanto in relazione alla presenza di formazioni più o meno complesse, quanto alla rigorosa coerenza tra morfologia, litologia e vegetazione.

Si crea così un paesaggio nuovo che trae però la sua ragion d’essere nell’obiettivo di riammagliamento vegetazionale ed ecologico. Il collegamento ecologico è dato dalla necessaria lettura del territorio, quello vegetazionale è dato da una ricostruzione puntuale della vegetazione potenziale dell’area, che persegue anche l’obiettivo della mitigazione degli interventi stessi.